THANK YOU FOR THE 1000 LIKES

Thank you! and trust me I say it with heart and tears in my eyes!
It’s been 7 years since this page exists, but to be honest this photography thing has always been in my head since I was a kid; I remember my parents’ stories of me as a little girl wandering around the house or the city with around my neck with a red camera, or my first holiday in New York while I ran for Central Park followed by my parents while I photographed squirrels, or when I first wrote a theme on ‘what would you do when you grow up’ and I remember as if it was yesterday as I described my life … as I described that I wanted to become a photographer, live abroad, perhaps in the United States and drive a red mustang. Let’s say I’m working on it, or am I wrong? There has always been this photo thing in me, to ‘freeze’ memories, moments, emotions, to remember them forever.

Since 2010, when I started seriously with the question Photography, it’s been 7 years since; seven long years where I studied so much, I learned a lot, I fell and I got up, I became better, I became the girl I am today.
The stubborn, tedious, sweet, emotional Andi that everyone now knows.

So thanks to every single person among the wonderful 1007 human beings who maybe even just for a second appreciated what I did, appreciated my effort, my sleepless nights, my arguments with photoshop.

Thank you for appreciating all the kilometers I made in italy at absurd times, thanks to the ones who appreciated the hours past hail or drifts, cold or under the sun burning. Thank you again for appreciating all the university hours of study.

Thanks to those who take those thirty seconds to write a private message to thank me for the work I do, thanks to those who do not take what I do for granted.
Thanks to the american football junior National team, who ‘ve been knowing for years and who always knows how to make me smile, thanks to a thousand laughs. Thanks also to the National Senior american football team that even though I do not always see all of you, I do not seem to have ever left, Thank you to all the guys and photographers in the American football world that make me feel at home.

Thank you very much to all those who have always supported and endured me, in my highs and lows, thank you for being there, thanks to those who remind me that I am doing the right thing.

🇮🇹

18 Luglio 2017

Grazie! e fidatevi lo dico col cuore e le lacrime agli occhi!

Sono ormai 7 anni che questa pagina esiste, ma ad essere sincera questo pallino per la fotografia l’ho sempre avuto, sin da piccola; ricordo racconti dei miei genitori di una piccola me che vagava per casa con al collo una macchina fotografica rossa (che scattava con rullino vere e proprie fotografie), o della prima vacanza a New York mentre correvo per Central park seguita dai miei genitori mentre fotografavo gli scoiattoli, o quando il 4° elementare scrissi un tema su ‘cosa vorresti fare da grande’ e ricordo come se fosse ieri come descrissi la mia vita … come descrissi che sarei voluta diventare una fotografa, vivere all’estero, magari negli Stati Uniti e guidare una mustang rossa d’epoca.
Diciamo che ci sto lavorando, o sbaglio?
C’è sempre stata in me questo pallino per la fotografia, per il ‘congelare’ i ricordi, i momenti, le emozioni, per ricordarle per sempre.

Dal 2010, quando ho iniziato seriamente con la questione Fotografia sono ormai passati 7 anni; setti lunghi anni in cui ho studiato tanto, ho imparato molto, sono caduta e mi sono rialzata, sono migliorata, sono diventata la ragazza che sono oggi.

La testarda, puntigliosa, rompiscatole, dolce, emotiva Andi che ora tutti conoscono.

Quando nel 2010 mi trasferii in Nuova Zelanda scelsi, tra le materie della mia High School, Fotografia, per 3 anni ho studiato come una pazza, ho passato notti insonni a pensare a progetti per esami finali, ho riso, pianto, ho conosciuto persone fantastiche che mi hanno insegnato più di quanto possa immaginare.

Nel 2014 tornai in Italia entrai nel mondo del football americano, prima come giocatrice ed in seguito come fotografa. Ogni singola esperienza, dal primo ‘lavoro’ su campo da football alle semi finali del 2015, a mille raduni della nazionale junior e senior, alle partite in giro per l’italia con Fidaf TV e IFL Magazine, alle partite contro l’America a Bergamo o Varese e le corse per far quadrare i mille impegni della giornata. Da l’emozione di fotografare allo Stadio Tardini di Parma, alle lacrime di felicità in seguito alla prima fotografia pubblicata su LaRepubblica.it. Dal football all’Accademia del teatro alla Scala. dalle fotografie ai centri sociali alle serate di foto al Forum di Assago.
Tutto, ogni singola esperienza mi ha forgiato e fatta diventare come sono, magari non perfetta, anzi, sicuramente non perfetta, ma alla fine quel che conta davvero non è la perfezione. Non è mai stato facile, nulla lo è sennò sarebbe noioso.

Comunque, voglio ringraziarvi tutti, e lo dico col cuore pieno di gioia e le lacrime agi occhi, perché questa strada non è facile, e ad essere sincera non voglio che lo sia, sennò non ci sarebbe divertimento e non ci sarebbero soddisfazioni.

Sono davvero incredula nel leggere che quello che faccio interessa, anche solo minimamente, a 1007 persone, non avrei immaginato di arrivare dove sono oggi, di aver superato cosi tante montagne, di aver raggiunto così tanti traguardi, magari piccoli agli occhi degli altri, ma importanti per me.
1007 persone che si interessano al mio lavoro, che a dire la verità non è SOLO un lavoro, non saprei nemmeno come spiegarlo, sono io, senza filtri, senza censure, senza nulla, sono io, è la mia vita, il mio posto felice.

Già, perché sotto quelle mille luci colorate, tra gli urli, i sorrisi, le lacrime, la musica, i coriandoli e le risate o su quel campo in erba, che volte non è delle migliori, magari rovinato, magari sotto al diluvio universale, magari sotto al sole cuocente, o magari inseguiti da zanzare giganti, LI in quel preciso istante, tutto si ferma, cala il silenzio per un nano secondo mi sento giusta, mi sento che sto facendo la cosa giusta che gli insulti, le critiche, le cadute, l’invidia e la cattiveria della gente, che tutto il male, scomparirà prima o poi, e che in quel preciso istante non mi interessa nulla perché sono davvero felice, perché sono io, perché è il mio lavoro, il mio universo, il mio momento di far vedere al mondo che io valgo, che noi tutti abbiamo un posto in questa vita,
E il mio è lì, tra giocatori sudati di football americano che danno il cuore ad ogni azione, è lì, sotto a quel palco.

Quindi, grazie grazie di cuore ad ogni singola persona tra quei magnifici 1007 esseri umani che forse anche solo per un secondo ha apprezzato quello che faccio, ha apprezzato i miei sforzi, le mie notti insonni, i miei litigi con photoshop. Grazie per aver apprezzato tutti i chilometri fatti in italia ad orari assurdi, grazie di aver apprezzato le ore passate sotto la grandine o i diluvi, al freddo o sotto al sole cuocente. Grazie ancora per aver apprezzato tutte le ore di studio in università per raggiungere determinate fotografie.

Grazie a chi si prende quei trenta secondi per scrivermi un messaggio privato per ringraziarmi del lavoro che faccio, grazie a coloro che non danno per scontato quello che faccio.

Grazie ai ragazzi della Nazionale junior, che ormai conosco da anni e che sanno sempre come farmi tornare il sorriso, grazie delle mille risate. Grazie anche a i ragazzoni della Nazionale Senior che anche se non vi vedo sempre mi sembra di non aver mai lasciato, Grazie a tutti i ragazzi e fotografi nel mondo del football americano che mi fanno sentire a casa.

Grazie di cuore a tutti coloro che mi hanno sempre supportata e sopportata, nei miei alti e bassi, grazie per esserci sempre, grazie a coloro che sposso mi ricordano che sto facendo la cosa giusta.

Grazie di cuore ad ognuno di voi, ad ogni singola persona, siete importanti.
©Andi King Photography
Gaia A. Re

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